«Quello che scrivo di Billy, del suo respingere l’affetto, del suo tradire la fiducia di chi lo aiuta, è qualcosa di cui ho ritrovato una traccia oscura dentro di me». Éric Vuillard, intervista su Le Matricule des Anges
«Grazie a una narrazione dal ritmo impeccabile e a una potente capacità evocativa, l’autore convince il lettore che la sua versione del mito è la più vera. E noi ci crediamo». Le Figaro littéraire
«Di colpo in lui si fece il vuoto, il suo piccolo corpo si contrasse, tremò, e in quell’istante seppe che sarebbe sempre stato solo. Un’angoscia terribile gli risalì dal fondo della pancia. Vide controluce il grugno di Cahill, la morte gli sembrò vicina, vicinissima! Sentì il sole sulla guancia, la sua armonia mortale, la sua bellezza, e gli venne da piangere. Allora le facce dei soldati e dei giovani bovari che facevano cerchio intorno a lui evaporarono nel nulla. La sua mano si fece strada fino alla pistola, e sparò».
Billy the Kid fa parte a pieno titolo dell’epopea del West: simboleggia la giovinezza ribelle, l’insofferenza a ogni legge e l’amore per la libertà a tutti i costi, sia pure a colpi di pistola. Un mito abbondantemente confermato e divulgato dal cinema e dalla letteratura, ma che Éric Vuillard smantella ricostruendo il contesto in cui Billy the Kid è vissuto: l’America della frontiera e dei pionieri, che si è servita di fuorilegge e desperados per occupare velocemente il territorio… per poi sbarazzarsene senza pietà una volta completata la colonizzazione.
Un racconto avvincente e commovente che fa luce su una delle tante contraffazioni della Storia. Che, come si sa, è sempre scritta dai vincitori. Ancora una volta Éric Vuillard riscrive la storia dal punto di vista degli oppressi, smantellando le finzioni degli oppressori.
Éric Vuillard
Scrittore e cineasta nato a Lione, Éric Vuillard è l’autore di Tristesse de la terre (Actes Sud, 2014), 14 juillet (Actes Sud, 2016) e La guerra dei poveri (E/O 2019). I suoi libri, tradotti in quaranta lingue, gli sono valsi numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Goncourt per L’ordine del giorno (E/O 2018) e, nel 2025, il premio Ernst Bloch per l’insieme della sua opera.