(...) Nuovo bel romanzo, noir storico e sociale, per lo scrittore di origini algerine Amara Lakhous (Algeri, 1970), diciotto anni in Italia (anche da interessante vivido scrittore) e poi già quasi dodici negli Stati Uniti (dal 2014 docente a Yale nel dipartimento di italiano). L’assassinato Miloud Sabriera è a tutti noto come “L’Upupa”, forse per la messaggera fra Salomone e regina di Saba citata nel Corano, forse per la furbizia e le efficaci manovre ricattatorie. Nel 1858 dello stesso “gruppo di fuoco” facevano anche parte Zahra “Dolores” Mesbah, bella studentessa del liceo femminile; Abbas “la Cicogna” Badi; Idris “Falco” Talbi. Si erano separati quando la polizia aveva arrestato il loro comandante diretto Yazid Mansouri, tradito da qualcuno di loro o a loro vicino, spirato sotto le torture e capace di resistere almeno due giorni senza rilevare il nascondiglio, mettendoli nelle condizioni di rendersi irreperibili. Miloud e Abbas avevano già abbandonato gli studi, negli anni successivi si erano ritrovati, Idris si era diplomato e indirizzato all’avvocatura, Zahra e Abbas si erano innamorati, ma poi lui era stato costretto a fuggire, lei alla fine aveva sposato Miloud. La narrazione prosegue alternando in terza persona al passato gli undici capitoli sulle vicende convulse delle diciassette ore del 5 luglio 2018 ai dieci capitoli sui percorsi di tutti e quattro i personaggi principali, Abbas dato a lungo per morto. Il titolo fa riferimento al male “fertile” (per sé stesso) praticato da Miloud (e non solo). L’originale è in arabo, l’autore lo ha scelto in modo meditato e stimolante per raccontare il paese in cui è nato e cresciuto, l’importanza e le contraddizioni dell’indipendenza della sua nazione, quartieri e abitudini, affari e corruzione, droghe e geopolitica. All’inizio elenca sia la ventina di personaggi della fiction, come in un giallo classico, che la reale cronologia storica dal 1830 a quel 2010-2011, quando la Primavera araba sfiorava appena l’Algeria. Karim sorseggia del buon vino algerino e ascolta Julio Iglesias, mentre attende Mariam al termine della festa per i trentadue anni di lei. Canzoni e musiche sono circostanziate (pure talora con qualche verso), per esempio: Ahmed Wahbi, Blaoui Houari, Amar Ezzahi, Cheb Hasni, Fayrouz.