Non è semplice definire in maniera netta il romanzo di Sandro Ferri, fondatore delle edizioni e/o e qui alla sua prima prova romanzesca dopo due libri dedicati all'editoria. Sta forse in uno di questi, L'editore presuntuoso , una traccia per provare ad addentrarsi in questo romanzo: quel libro era una sorta di guida all'editoria for dummies e nel racconto dell'impresa delle edizioni e/o, fondate con la moglie Sandra Ozzola, Ferri annotava: «Eravamo due ragazzi un po' allo sbaraglio, ma capaci di ascoltare persone più esperte e avidi di esplorare, scoprire e far conoscere». È proprio a questa curiosità che risponde Altro l'anima cerca , un romanzo che non scegliendo una strada unica, e mescolando romanzo storico, autobiografia, trame oniriche, storia famigliare e analisi del presente, si apre al gusto puro del racconto in una babele di generi tenuti insieme, miracolosamente in solo un centinaio di pagine, da una vita intera spesa a leggere e, appunto, scoprire («nella mia opinione l'editore è soprattutto un tipo che legge dei manoscritti» scriveva Ferri sempre in L'editore presuntuoso ). In Altro l'anima cerca Ferri sceglie di muoversi tra tre epoche e tre personaggi, il padre partigiano che guida comunisti e anarchici contro i nazisti prima di trovare fortuna negli Stati Uniti e conoscere sua madre, Sandro Ferri stesso che vediamo girovagare per Bologna negli anni Settanta tra studio e lotta e la figlia Eva che guida la costola inglese della casa editrice e che si trova a fare i conti con il capitalismo editoriale e la Brexit, offrendo frammenti di queste storie unite da un'interrogazione comune, cosa significhi la libertà e come si possa, davvero, vivere liberi. Questa domanda non trova spazio in maniera artificiosa nelle varie vicende, ma diventa parte armonica della storia stessa del protagonista che muovendosi tra passato (quello di un padre improvvisamente scomparso lasciando dubbi insoluti), presente (l'uomo che è oggi e quanto deve al suo io del passato) e futuro (ciò che la figlia Eva continuerà a fare con la casa editrice) in fondo non fa che dare seguito a quello che l'esergo suggerisce: «Non esiste la Verità. Esistono le storie che raccontiamo agli altri, per convincerli che la nostra versione è quella vera». (...)