È dalla Grecia che arrivano molte sorprese
letterarie al femminile. Dopo Mara Meimari di e le sue
Streghe di Smirne, ecco Ioanna
Karistiani con
Le catene del mare, miglior
romanzo del 2007 in patria. Protagonista un
anziano comandante, burbero e solitario, da
58 anni per mare, che vorrebbe solo navigare per sempre. Benché cieco, conduce
il cargo Athos III per i porti di mezzo mondo,
senza mai sbarcare, incatenato dallo
swell, la magia del ritmo avvolgente delle
onde. Grazie alla tenacia di un figlio ribelle e
allamore di una donna paziente cambierà il
proprio destino. Ma quello che interessa soprattutto a Karistiani è rendere omaggio al
mare e a chi di mare vive, come racconta
lei stessa dalla sua casa di Atene.
Lei è nata a Creta. Viene di lì il suo amore
per il mare?
«Credo di averlo nel sangue perché i miei
genitori sono originari di Paesi dellAsia Minore bagnati dal mare. Adoro la parola in-
glese swell, la lunga e silenziosa corrente
delloceano. E sono appassionata di racconti di navigazione».
Perché la storia di un comandante cieco?
«Provo un enorme rispetto per i marinai.
Fanno un lavoro durissimo, pieno di privazioni. Quando finiscono il loro turno non
possono abbandonare il luogo di lavoro, sono come monaci in un convento. Ho scelto
un comandante cieco sia perché ho saputo
che nè esistito uno, sia perché avevo così la
possibilità di trattare i miei temi prediletti: la
solitudine, lisolamento, lamore, il destino».
Cosè il mare per il protagonista?
«Mitsos Avgustìs è un uomo coraggioso, non
teme i pericoli del mare. Anche se è cieco, è
in grado di sfidare la forza delloceano e di
contrastare le tempeste. Ma ha paura delle
insidie della terraferma. E di fronte ai problemi familiari preferisce fuggire».
La moglie e lamante di Mitsos,in modo diverso,passano la vita in attesa del loro uo-
mo. Sono novelle Penelope?
«Entrambe aspettano Mitsos ma ma non
sono passive. Flora, la moglie, è forte ed
energica, lavora e cresce da sola i figli, ma
non riesce a trovare il coraggio di divorziare.
La bellissima Litsa rinuncia ad avere una
propria vita per aspettare il suo uomo, ma è
una sua scelta consapevole e risoluta. E il
tempo le darà ragione».
Alla fine Mitsos inizierà una nuova vita...
«Chiunque può farlo, anche un attimo prima di morire».