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Come la Storia resta dentro i luoghi e le persone

Autore: Angelo Molica Franco
Testata: Il Venerdì di Repubblica
Data: 10 aprile 2026

Dopo aver visitato un'amica ricoverata per un ictus nel grande complesso ospedaliero di Beelitz-Heilstätten alla periferia di Berlino, lo scrittore francese Mathias Énard si ritrova a camminare tra gli edifici deserti della parte abbandonata di quell'antico sanatorio immerso nelle foreste del Brandeburgo, che durante l'occupazione sovietica in territorio tedesco fu anche ospedale dell'Armata rossa. Inizia così Malinconia dei confini , il primo appuntamento di una tetralogia che l'eclettico e sofisticato Énard dedica ai punti cardinali, o meglio, al rapporto tra geografia e memoria. Proprio quelle rovine illuminate oggi dalla luce autunnale "torbida e lattea" di Berlino, infatti, diventano per lo scrittore l'emblema del paesaggio europeo, e dunque del Nord del mondo, in cui i livelli della Storia si mescolano e si sovrappongono. E si incarica lui di dissotterrarli, uno dopo l'altro, attraverso digressioni, citazioni e scorci di autobiografia. Così, riesce a dare voce all'ininterrotto riverbero di ciò che, della Storia, resta dentro i luoghi e le persone quando gli eventi sono passati: è questa la malinconia di cui Énard scrive, la stessa che si agita lungo quelle linee spesso invisibili che varchiamo nelle nostre esistenze, altrimenti chiamate confini.