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Il romanzo di Énard ne aspetta altri tre

Autore: Vanni Santoni
Testata: Corriere della Sera - La Lettura
Data: 5 aprile 2026

Leggendo la presentazione della prossima quadrilogia di Mathias Énard (Niort, Francia, 1972), autore di romanzi di alte e realizzate ambizioni formali quali Zona o Bussola , verrebbe da pensare che persino lui sia caduto nella tentazione dell' autofiction . Malinconia dei confini - questo il titolo del nuovo volume, edito da e/o come il resto della sua opera e tradotto dal francese da Yasmina Mélaouah (pp. 224, e 19) - racconta un autunno trascorso a Berlino dall'autore, e nell'annunciato tetrattico andrà a rappresentare il Nord. Seguiranno altri tre volumi - Sud, Est e Ovest - in cui Énard ci racconterà un'estate nella penisola iberica, una primavera nei Balcani e un inverno in America. Aprendo però Malinconia dei confini , si capisce che la prima persona e la dimensione autobiografica (ciò che conduce Énard in Germania è la visita a un'amica malata) sono per lo più pretesti per un racconto digressivo alla W. G. Sebald, ricolmo della consueta erudizione énardiana: veniamo allora a conoscere, o a riscoprire, personaggi come Theodor Plievier, «il militante antifascista che» - sorta di fratello dimenticato dello svedese Mathias Stig Dagerman - «riuscì nel prodigio di raccontare le sofferenze dei soldati tedeschi da Stalingrado a Berlino senza alcuna indulgenza, mai, verso l'ideologia che difendevano», o la maestra dell'incisione Käthe Kollwitz, già pallino di William T. Vollmann in Europe Central , i cui lavori «incarnavano le lotte dei poveri e degli sfruttati in una maniera collettiva, molto politica, ma allo stesso tempo intima»; Käthe Kollwitz che, «attraverso i volti, i corpi, l'identità, la spiritualità, riusciva a dare un'individualità a coloro che rappresentava al lavoro, a casa, o mentre lottavano per i loro diritti, allo stesso modo in cui un raggio di sole permette subito di distinguere una figura tra la folla», o ancora Harry Wilde, amante di Klaus Mann (figlio del più celebre Thomas) e biografo dello scrittore pacifista Theodor Plievier...

Non ci stupiremo se una simile messe di figure che riemergono dalle nebbie della storia continuerà nei prossimi tre libri; avremo davanti, alla fine, quattro punti cardinali e quattro stagioni volte a «esplorare le idee di limite e passaggio»: Énard si fa flâneur e ci porta a vagolare con lui, tornando intanto al tema a lui carissimo della frontiera. (...)