In occidente la narrativa a puntate è associata soprattutto ad autori ormai lontani nel tempo come Charles Dickens o Harriet Beecher Stowe e può sorprendere scoprire che questo formato è ancora molto popolare in Giappone. Nel paese asiatico, infatti, tutto, dai manga alla narrativa, è spesso pubblicato a episodi per molti mesi prima di uscire in volume. Tra le autrici che pubblicano a puntate c'è Mieko Kawakami, una superstar delle classifiche anche molto apprezzata dalla critica. La prima metà di Sorelle in giallo mostra tutto ciò che rende la scrittura di Kawakami così efficace: impiega la sua acuta osservazione sociale su un gruppo di giovani personaggi femminili memorabili, combattivi e svantaggiati. (...) Brevi episodi ambientati nei primi mesi della pandemia fanno da cornice alla narrazione, ma il romanzo si svolge soprattutto, attraverso flashback, tra il 1995 e il 2000, mentre la giovane Hana Ito cerca di farsi strada. Hana è "il tipo di ragazza che tutti evitano e allo stesso tempo compatiscono". Il padre è assente e la madre indifferente: lavora di notte e di giorno dorme. Una mattina la quindicenne Hana si sveglia e trova nel letto della madre Kimiko Yoshikawa, una delle sue compagne di bevute. Kimiko, 35 anni, le dice che sua madre "potrebbe non tornare per un po'". La cosa non turba più di tanto Hana, perché la nuova coinquilina è "tanto cool" e "incredibilmente bella". Anche Kimiko però sparisce e Hana torna alla sua routine quotidiana, meno preoccupata della scuola che di mettere da parte dei soldi per lasciare quell'appartamento con il bagno in comune. Dopo due anni Kimiko riappare e le offre una possibilità: aprire insieme il Lemon, un locale notturno. Senza entrare nei dettagli della trama, quando Kawakami ribalta la situazione dei suoi personaggi, la storia si sposta verso i margini della criminalità organizzata e verso le ambiguità delle frodi con carta di credito, nel breve periodo in cui i sistemi di sicurezza non avevano raggiunto il livello di oggi.