Facebook
Twitter
Instagram
Newsletter

Bogotà, città di narcos, santi e assassini

Autore: Luca Crovi
Testata: Il Giornale
Data: 22 febbraio 2026

Il noir è la forma perfetta per raccontare la società di un Paese complesso come la Colombia. Santiago Gamboa (Bogotà, 1965) ne è convinto da tempo e sa che l'uso di quel registro gli può permettere anche incredibili contaminazioni con generi come il realismo magico. Perché nel suo Paese può accadere davvero di tutto e la violenza può andare a braccetto con i miracoli, le gesta dei narcotrafficanti con quelle dei santi, quelle degli assassini con quelle di esseri magici che sono legati a culti tribali. Non è un caso che lo scrittore francese Pierre Le Maitre sostenga che Gamboa nella «sua opera unisca poesia, violenza di una crudezza inaudita e un'eccezionale, pungente ironia. Ciò che più apprezzo dei suoi romanzi è la commistione di generi e stili. Anche se tutti sono accomunati dalla stessa vena oscura, Gamboa usa continuamente registri diversi». C'è un po' di tutto nel suo romanzo Colombian Psycho: l'indagine classica, il mistero insolubile, il sesso furioso, il ritratto sociale a tinte a forti di un Paese problematico. D'altra parte già nel titolo l'autore omaggia tre stili: quello di Robert Bloch, quello di Alfred Hitchcock e quello di Bret Easton Ellis. Tutto parte con una mano ritrovata fra ghiaia e formiche dopo le forti piogge nei dintorni di una villa fuori Bogotà dove si è da poco tenuta una festa a base di cocaina e aguardiente. Quella mano annerita quasi metallica sembra un fiore ossuto che emerge dal pietrisco, un granchio nero che è giunto lì a depositare le uova di una strana verità: «una mano abbandonata, con il pugno chiuso. Una tarantola immobile che segnala qualcosa». A fare luce sul caso sarà il procuratore Edilson Jutsiñamuy assieme all'agente Laiseca e alla sua amica giornalista Julieta Lezama. (...)

Lucido e spietato, Santiago Gamboa ci dà attraverso un'opera di fiction un ritratto allo stesso tempo allucinato e realistico del suo Paese. È difficile distinguere chi è buono e chi è cattivo in questa storia. Delirio e realtà si incrociano in maniera feroce. Attraverso un immaginario complesso e articolato Gamboa ci regala un'immagine personale della Colombia che troppo spesso ha soppresso la sua natura materna e femminile per dare spazio alla ferocia primitiva maschile.