Due dei più importanti autori russi dell’Ottocento e del Novecento vengono regolarmente chiamati in causa da Putin e dai rappresentanti della “svolta conservatrice”: il romanziere Fëdor Dostoevskij (1821-1881) e il filosofo Nikolaj Berdjaev.
Nel 2006 a Dresda Putin inaugura un monumento dedicato al grande scrittore. In quell’occasione tesse le lodi di un Dostoevskij moderato e filoeuropeo. L’anno dopo evoca il romanziere in una modalità più vendicativa.
Il quadro è molto incompleto. Non si può negare che negli anni Settanta dell’Ottocento Dostoevskij sia stato molto vicino alle dottrine più reazionarie, ma Dostoevskij romanziere manda in frantumi ogni tentativo di rendere il suo messaggio definitivamente ideologico.
(...)